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EUROPA/ITALIA - Nomina del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, don Giuseppe Pizzoli

Agencia FIDES - 13 December, 2018 - 02:19
Città del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 18 ottobre 2018 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Italia per un quinquennio , il rev. Don Giuseppe Pizzoli, della diocesi di Verona.
Il nuovo Direttore nazionale è nato a Bovolone il 31 agosto 1959 ed è stato ordinato sacerdote il 9 giugno 1984. Dopo l’ordinazione è stato Viceparroco e Parroco in parrocchie diverse, e per due anni Vicerettore del Seminario minore diocesano. Dal 1993 al 2003 è stato missionario fidei donum in Brasile; dal 2007 al 2013 Direttore del Centro missionario di Verona; dal 2013 al 2018 sacerdote secolare missionario in Guinea Bissau. Dal 2018 è Direttore dell’Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese della Conferenza Episcopale Italiana.
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ASIA/INDIA - Dimissioni del Vescovo di Srikakulam

Agencia FIDES - 12 December, 2018 - 05:15
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accolto oggi le dimissioni di Sua Ecc. Mons. Addagatla Innayya Chinna dal governo pastorale della Diocesi di Srikakulam .
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ASIA/MEDIO ORIENTE - Trump firma la legge sul cosiddetto “genocidio dei cristiani” in Medio Oriente

Agencia FIDES - 12 December, 2018 - 05:13
Washington - Il Presidente Usa, Donald Trump, ha firmato ieri l' "Iraq and Syria Genocide Relief and Accountability Act of 2018", la legge che definisce come “Genocidio” la serie di crimini perpetrati negli ultimi anni da gruppi jihadisti su cristiani e yazidi in Iraq e Siria, impegnando il governo degli Stati Uniti a fornire assistenza umanitaria ai gruppi vittime delle violenze e a perseguire i responsabili e gli esecutori delle efferatezze.
Alla cerimonia per la firma del Presidente USA hanno presenziato, tra gli altri, l'Arcivescovo caldeo di Erbil Bashar Warda, il Cavaliere supremo dei Cavalieri di Colombo Carl Anderson, l'Ambasciatrice USA presso la Santa Sede Callista Gingrich e l'Arcivescovo Timothy Broglio, Ordinario militare negli Stati Uniti d'America.
La legge da impulso all'assistenza finanziaria USA per progetti umanitari, di stabilizzazione e di ricostruzione a favore delle minoranze religiose in Iraq e in Siria. L'assistenza può essere messa in atto attraverso strumenti e organismi che fanno capo direttamente al governo federale o anche attraverso la mediazione di altre organizzazioni, comprese quelle di natura ecclesiale e religiosa.
Inoltre, l'atto consente al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti di condurre indagini penali e arrestare individui identificati come presunti membri dei gruppi di matrice jihadista, per punire o prevenire atti vioenti nei confronti di minoranze religiose. Lo stesso Presidente Trump, dopo aver firmato la nuova legge, ha confermato l'impegno del governo USA a mettere in atto anche le procedure che impegnano gli apparati statunitensi a perseguire i responsabili dei crimini.
La Camera dei Rappresentanti degli USA, lo scorso 27 settembre, aveva approvato all'unanimità il progetto di legge, identificato dalla sigla HR 390. In precedenza, sostegno unanime alla nuova legge era stato espresso anche dal Senato USA.
La firma della legge da parte del Presidente Trump è il risultato dell'attività di lobbying condotta già sotto la precedente Amministrazione presidenziale da organizzazioni USA come i Cavalieri di Colombo, il cartello In Defense of Christians, il Family Research Council, la Commissione per l'etica e la libertà religiosa della Convenzione dei Battisti del Sud, l'Iniziativa Wilberforce del 21° secolo, il Centro per la libertà religiosa dell'Istituto Hudson. In occasione della firma, media statunitensi hanno riproposto le parole riferite in passato al deputato USA Chris Smith dall'Arcivescovo caldeo Bashar Warda, secondo il quale "i cristiani in Iraq sono ancora sull'orlo dell'estinzione, e la HR 390 è vitale per la nostra sopravvivenza. La sua implementazione deve essere completa e veloce, altrimenti l'aiuto che fornisce arriverà troppo tardi per noi".
La Commissione degli Stati Uniti sulla libertà religiosa internazionale , un organismo federale indipendente e bipartisan istituito dal Congresso, ha elogiato il Presidente Trump per aver firmato il disegno di legge."In questo disegno di legge riconosciamo anche il messaggio che i responsabili di questi crimini, compreso il genocidio, non sfuggiranno alla giustizia", ​​ha dichiarato il vicepresidente della USCIRF, Kristina Arriaga.
L'atto legislativo, consentendo ai gruppi motivati dalla fede religiosa di ricevere aiuti finanziari da parte degli USA, modifica in parte la precedente politica del Dipartimento di Stato e dell'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, che per distribuire i fondi utilizzavano principalmente i canali – considerati “neutrali” dal punto di vista religioso - delle Nazioni Unite.
Il 25 ottobre 2017, era stato il Vice Presidente USA Mike Pence a preannunciare questo cambiamento nelle procedure utilizzate dalla politica USA riguardo ai finanziamenti per le emergenze umanitarie . "Non ci affideremo più solo alle Nazioni Unite per aiutare i cristiani perseguitati e le minoranze” aveva detto Pence in occasione della cena di solidarietà annuale per i cristiani in Medio Oriente promossa a Washington dall'organizzazione USA In Defense of Christians. Il vicepresidente Usa, in quel contesto, aveva preannunciato che le agenzie federali USA avrebbero lavorato "fianco a fianco con gruppi di fede e organizzazioni private per aiutare coloro che sono perseguitati per la loro fede". 
In precedenza, il Patriarca caldeo Louis Raphael Sako aveva fatto notare in un'intervista che “negli ultimi anni in Medio Oriente i cristiani hanno sofferto ingiustizie, violenze e terrorismo. Ma questo è accaduto anche agli altri loro fratelli iracheni musulmani, e a quelli di altre fedi religiose. Non bisogna separare i cristiani dagli altri, perché in quel modo si alimenta la mentalità settaria”. .
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AFRICA/CENTRAFRICA - Continuano gli assalti ai siti di sfollati nei pressi di parrocchie cattoliche; “Si mira a distruggere la convivenza pacifica”

Agencia FIDES - 12 December, 2018 - 04:46
Bangui - "Gli uomini armati sono entrati nel campo e hanno iniziato a sparare a distanza ravvicinata. Con questo tipo di comportamento, come possiamo ancora credere nella coesione sociale? La popolazione è stanca di questi ripetuti attacchi " ha detto uno sfollato dalla città di Ippy, il giorno dopo l'attacco, avvenuto il 4 dicembre contro la locale parrocchia cattolica da parte di un gruppo armato.
Secondo le informazioni raccolte dalla popolazione, è stato il comandante dell'UPC della città di Ippy, un certo Moussa Abakar, a dare l'ordine di attaccare il sito degli sfollati. L’attacco è stato confermato da Sua Ecc. Mons. Richard Appora Ngalanibé, Vescovo di Bambari.
L’UPC è lo stesso gruppo che ha massacrato 60 sfollati nel campo gestito dalla Chiesa cattolica ad Alindao il 15 novembre .
Vladimir Monteiro, portavoce della MINUSCA , ha detto che l’attacco ad Ippy è stato causato da uno scontro tra gli anti-balaka e gli uomini dell'UPC: "C'è stato uno scontro tra gli uomini dell’UPC e gli anti-balaka. Ciò ha provocato il panico all'interno del sito degli sfollati” ha affermato.
Secondo una nota giunta all’Agenzia Fides della Piattaforma delle Confessioni Religiose per la Pace in Centrafrica, la versione del portavoce ONU non convince, e ci si chiede se con tale versione dei fatti non si voglia minimizzare la gravità dell’episodio. Tanto più che l’assalto alla parrocchia di Ippy avviene dopo i recenti attacchi a siti di sfollati ad Alindao e Batangafo.
“Si possono spiegare gli attacchi ripetuti ai siti di rifugiati nelle parrocchie cattoliche che li ospitano, come scontri tra UPC e anti-balaka?” si chiede la Piattaforma delle Confessioni Religiose. “Un tale argomento, privo di ogni fondamento, non è altro che un alibi che serve ai gruppi armati per distruggere la convivenza civile al fine di saccheggiare, derubare e devastare le proprietà di persone innocenti”.
L'attacco al sito degli sfollati di Ippy non solo ha traumatizzato le famiglie che erano lì, ma ha anche distrutto tutto il lavoro di sensibilizzazione alla pace che molte organizzazioni, compresa la piattaforma delle confessioni religiose, hanno fatto in questa parte del paese” conclude la nota.
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ASIA/INDIA - Elezioni in tre stati centrali: torna a vincere il Partito del Congresso

Agencia FIDES - 12 December, 2018 - 04:37
New Delhi - Nelle elezioni parlamentari tenutesi in tre stati dell'India centrale, Madhya Pradesh, Chhattisgarh e Rajasthan, si registra la vittoria del Partito del Congresso e la sconfitta del partito nazionalista indù, al governo a livello federale, il Baratiya Janata Party . I tre stati erano considerati "roccaforti del BJP," che aveva ottenuto 62 dei 65 seggi nelle ultime elezioni parlamentari. Rajasthan, Madhya Pradesh e Chhattisgarh fanno parte di una regione che ha dato al BJP e ai suoi alleati 203 dei 225 seggi ottenuti nel 2014.
Secondo i risultati diffusi, in Chhattisgarh, il Congresso ha vinto 68 dei 90 seggi in gioco ; in Rajasthan, il Congresso ha ottenuto 101 dei 199 seggi ; in Madhya Pradesh, il Congresso ha preso 114 seggi, mentre il BJP è riuscito a tenerne 108, su 230.
Reagendo ai risultati del voto, A. C. Michel, laico cristiano e attivista per i diritti umani, ha detto a Fides: "Il nostro è un paese democratico. Abbiamo elezioni ogni cinque anni. Alcuni leader nazionalisti hanno creduto di essere stati eletti per sempre. Il colmo dell'arroganza è stato scegliere un sacerdote indù come Primo ministro dell'Uttar Pradesh".
Secondo Abraham Shariff, anziano giornalista, il verdetto elettorale è "una lezione per coloro che fanno politica utilizzando la religione per i loro calcoli e guadagni egoistici. Non si può più giocare con i sentimenti religiosi della gente".
Analisti politici dicono che il governo del Primo ministro Narendra Modi, esponente di picco del BJP, ha intenzione di cambiare la Costituzione e di creare "un India riservata agli indù", tradendo il carattere secolare e pluralista della nazione. "Il risultato di questa tornata elettorale dimostra che la gente non può essere ingannata troppo a lungo", rileva Augustine Tirkey, leader laico cattolico.
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AFRICA/SUD SUDAN - I Vescovi: bisogna continuare a pregare per la pace nel paese

Agencia FIDES - 12 December, 2018 - 04:08
Yei – “I Vescovi dell’Association of Member Episcopal Conferences in Eastern Africa , accanto ai governi di Etiopia, Kenya, Uganda e Sudan, hanno contribuito insieme alla firma dell’accordo di pace tra il Sud Sudan e i leader dell’opposizione. Ora bisogna pregare a agire perché la pace duri”: lo afferma Mons. Erkolano Lodu Tombe, Vescovo di Yei, invitando tutti, laici e clero, a continuare a pregare.
“Abbiamo bisogno delle preghiere. Siamo fiduciosi che la preghiera consentirà di fermare lo spargimento di sangue e di creare una pace duratura per il popolo sofferente del Sud Sudan” continua il Vescovo, in una nota pervenuta a Fides.
Secondo Mons. Tombe, dopo la firma dell'accordo di pace tra il governo e i leader dell'opposizione dello scorso agosto , la situazione è molto più serena in molte parti del paese e questo ha riempito di fiducia e speranze molte persone. Tuttavia, il Vescovo ha rilevato che alcune fazioni dei ribelli non hanno firmato l’accordo.
“In alcune zone, di tanto in tanto, l’accordo viene violato e la violenza continua; si tratta però di un fenomeno che potrebbe accadere in qualsiasi altra parte del mondo. Dobbiamo accettare il fatto che non c'è un accordo perfetto. Tuttavia, siamo fiduciosi che la guerra e la violenza si arrestino del tutto per dare alle persone la possibilità di ricostruire le loro vite”, insiste Mons. Tombe.
Insieme ad altri leader religiosi di Yei, i Vescovi dell'AMECEA hanno richiesto un permesso scritto da parte del governo che consenta loro di andare incontro ai ribelli che ancora resistono, al fine di coinvolgerli nel dialogo e ascoltare le loro richieste, da riferire poi al governo e al popolo.
“Non ci è stato dato finora un consenso formale scritto. Ci hanno detto che siamo liberi di andare, ma questo per noi non è abbastanza; abbiamo bisogno di un impegno scritto, perché solo in quel caso si potrà garantire la sicurezza di chi si impegna in questa missione di dialogo e di pace” ha concluso il Vescovo Tombe.
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AMERICA/BRASILE - Uomo armato irrompe nella Cattedrale di Campinas e uccide quattro persone

Agencia FIDES - 12 December, 2018 - 03:06
Campinas – "Verso le ore 13,15 dell'11 dicembre 2018, dopo la Messa delle 12,15, un uomo con due armi da fuoco è entrato nella Cattedrale di Campinas e ha sparato ai fedeli che stavano pregando. L'azione è stata rapida e ha provocato la morte di quattro persone. Dopo gli spari, l'uomo si è ucciso. Ancora non conosciamo le motivazioni per questi spari”. Inizia così il comunicato dell'Arcidiocesi di Campinas, Brasile, pervenuto all’Agenzia Fides, che informa dei tragici fatti accaduti ieri nella Cattedrale.
“La Cattedrale di Campinas ha fornito alle autorità tutte le informazioni possibili e le registrazioni del circuito di sicurezza interno. Il governo sta indagando sul caso – prosegue il testo -. Ci rammarichiamo profondamente per quello che è successo. Soffriamo con le persone che in questo momento piangono la morte dei loro amici, fratelli e parenti. Chiediamo a tutti di pregare affinché queste famiglie trovino conforto e pace in Dio. Ripudiamo ogni atto di violenza e chiediamo che, ora più che mai, tutti noi diventiamo promotori della pace”.
Il documento, firmato dal Parroco della Cattedrale, Mons. Rafael Capelato, e dall'Amministratore diocesano, Mons. José Eduardo Meschiatti, informa infine che la Cattedrale rimarrà chiusa fino alle 12 del 12 dicembre, e alle 12,15 si celebrerà una Messa per le anime dei fedeli defunti.
Secondo informazioni inviate a Fides dalla stessa Arcidiocesi, l'uomo, 49 anni, si chiamava Euler Fernando Grandolpho, ed era entrato nella Cattedrale di Campinas , con due armi . In chiesa c'erano circa 20 persone quando l'uomo ha iniziato a sparare, era appena finita la Messa. Quando è arrivata la polizia, l'uomo si era già ucciso. Benché i soccorsi siano arrivati velocemente, per le vittime non c'è stato nulla da fare, mentre i feriti sono stati portati all'ospedale de Clinicas da Unicamp.
La comunità cattolica della regione Sud del Brasile, attraverso i Vescovi, ha espresso solidarietà e vicinanza nella preghiera alla comunità di Campinas, in questo periodo in cui i cristiani preparano il Natale.

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ASIA/MALAYSIA - La Chiesa prepara un “Anno straordinario della Missione” e il “Mese missionario straordinario”

Agencia FIDES - 12 December, 2018 - 02:46
Kuala Lumpur - La Chiesa cattolica in Malaysia, Singapore e Brunei ha annunciato che nella solennità dell'Epifania darà avvio ad un "Anno Straordinario della Missione" che culminerà con la celebrazione del "Mese missionario straordinario", indetto da Papa Francesco per l'ottobre 2019. Lo ha riferito il Vescovo Sebastian Francis, alla guida della diocesi di Penang e Presidente della Conferenza Episcopale della Malaysia, Singapore e Brunei, in una nota inviata all'Agenzia Fides. Come appreso da Fides, le diocesi di Malesia, Singapore e Brunei hanno iniziato a preparare le comunità cristiane per l'Anno straordinario. L'Institute for New Evangelization in Malaysia ha tenuto nei giorni scorsi una speciale sessione di formazione dedicata ai leader cattolici, su impulso dei Vescovi Sebastian Francis di Penang e Bernard Paul di Malacca-Johore. Vi hanno partecipato cinquantasei tra leader, operatori pastorali, responsabili di comunità.
A illustrare finalità e contenuti del Mese missionario straordinario è stato p. Victor Louis, Direttore nazionale delle Pontificie Opere missionarie. Il Direttore ha ricordato l'approccio di Papa Francesco per questa celebrazione: l'evangelizzazione è una risposta all'invito di Gesù "Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura" . "Obbedire a questo mandato del Signore non è un'opzione per la Chiesa, ma è il suo compito essenziale; la Chiesa è missionaria per natura: esiste per evangelizzare. L'evangelizzazione è infatti la grazia e la vocazione propria della Chiesa” ha detto il Direttore.
Nella sessione di cinque giorni, una speciale liturgia ha messo in luce il fatto che ogni cristiano, in virtù del battesimo, è chiamato all'evangelizzazione. I partecipanti al seminario si sono inoltre recati al vicino ospedale, a un centro commerciale e ad una casa per anziani per fare una esperienza di "evangelizzazione di strada".
Il Mese missionario straordinario dell'Ottobre 2019 celebra il 100° anniversario della Lettera Apostolica "Maximum Illud" di Papa Benedetto XV ed ha il tema: Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo". Lo scopo è promuovere maggiore consapevolezza sulla "missio ad gentes" e riprendere, con rinnovato fervore, la trasformazione missionaria nella vita della Chiesa.
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AMERICA/MESSICO - La Chiesa: la Vergine di Guadalupe sia “segno di unità” per il paese

Agencia FIDES - 11 December, 2018 - 05:05
Città di Messico – “Il Paese affronta sfide "molto grandi e serie come la violenza e gli omicidi. Inoltre un fenomeno recente e molto grave è quello dei suicidi di adolescenti che perdono il significato della vita in così tenera età": è l’allarme lanciato dall'Arcivescovo di Città del Messico, il Cardinale Carlos Aguiar Retes, e diffuso in una nota pervenuta all’Agenzia Fides, che si è rivolto ai fedeli auspicando una nuova fase di pace e di riconciliazione sociale nella nazione, e affidandola alla Madonna di Guadalupe, la cui festa si celebra il 12 dicembre.

In sintonia con la riflessione del Cardinale Aguiar Retes, l'editoriale del settimanale "Desde la Fe", pubblicazione molto seguita dell'arcidiocesi, invita tutti a celebrare la festa di Nostra Signora di Guadalupe con queste parole: "La festa della Vergine di Guadalupe offre tutti l'opportunità di lavorare in due dimensioni fondamentali: quella religiosa e quella sociale, per mettere da parte la discordia, considerarci come fratelli e servire la nazione". La Vergine di Guadalupe, si legge nel testo inviato a Fides, “deve essere icona e paradigma per la nuova fase politica del nostro paese. La sua azione conciliatrice attraverso Juan Diego, per promuovere l'unione di un popolo nascente, è un esempio attuale per trovare la via, per tutti, anche quando ci sono profonde differenze".

Ha colpito molto l'opinione pubblica la notizia diffusa dalla stampa locale che rileva oltre 250 morti in una settimana, a causa dei tanti morti per scontri fra gruppi criminali o con le forze armate. Per fronteggiare la violenza in Messico, il neo presidente, Andrés Manuel López Obrador ha riaffermato proprio questi giorni la sua idea di creare la “Guardia Nazionale”, composta da 50.000 elementi, oltre a dividere il territorio messicano tra 150 Coordinatori di sicurezza che lavoreranno con la polizia di stato

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OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - “Chiamati alla pienezza della vita e dell’amore”: i giovani sulle orme del beato ToRot

Agencia FIDES - 11 December, 2018 - 04:44
Rabaul – “Chiamati alla pienezza della vita e dell’amore”: questo il tema del Congresso nazionale giovanile in corso a Vunapope, provincia della Nuova Britannia, in Papua Nuova Guinea, che vede riuniti 260 giovani provenienti dalle diverse diocesi del paese per partecipare a giornate di preghiera, riflessione e crescita nella fede.
Organizzato dalla Conferenza Episcopale, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Rabaul, l’incontro che ha aperto ufficialmente i battenti l’8 dicembre presso la Cattedrale del Sacro Cuore di Vunapope, nei pressi di Rabaul. I punti salienti del programma includono incontri e catechesi sul tema del “celebrare la vita”, attraverso l'Eucaristia e il sacramento della Riconciliazione ma anche la preparazione dei giovani al sacramento del matrimonio.
I giovani hanno ricevuto spunti di riflessione e input su fede, vocazione, vita e amore. Mons. Rolando Santos, CM, Vescovo di Alotau-Sideia, condividendo la sua storia di vocazione, li ha incoraggiati a “pregare e a non aver paura di testimoniare Cristo”. I giovani hanno inoltre visitato i pazienti dell'Ospedale St. Mary's di Vunapope che hanno manifestato la loro gioia per questa condivisione che è stata offerta loro.
Tra le altre iniziative previste in occasione del Convegno, i partecipanti hanno preso parte ad un pellegrinaggio a Rakunai nel quale tutti hanno avuto l'opportunità di visitare i luoghi della nascita, del martirio e della morte del Beato Peter ToRot, catechista papuano e martire per la fede e per la difesa del matrimonio. Rivolgendosi ai giovani, mons. Rochus Tatamai, Vescovo di Kavieng, ha parlato della vita del beato descrivendolo come “persona umile e santa sin da quando era un bambino”. Il Convegno si concluderà il prossimo 12 dicembre con una Messa di ringraziamento.
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ASIA/PALESTINA - A Natale niente permessi di uscita per i cristiani di Gaza

Agencia FIDES - 11 December, 2018 - 04:33
Gaza – I cristiani di Gaza quest'anno non riceveranno dalle autorità israeliane i permessi per attraversare la frontiera al valico di Erez e raggiungere familiari e amici a Gerusalemme, Betlemme e in altre città della Terra santa per celebrare insieme il Natale. L'organizzazione Middle East Concern riferisce che quest'anno le richieste di permesso di viaggio sono state quasi tutte respinte, e sono state accolte solo quelle presentate da persone di età superiore ai 55 anni .
Negli anni scorsi, molte delle richieste di permesso, presentate soprattutto attraverso il Patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme, avevano ottenuto risposta positiva. In occasione delle festività natalizie del 2016, i permessi concessi dalle autorità israeliane ai cristiani di Gaza erano stati più di 600. Mentre in occasione delle ultime festività pasquali era già stato utilizzato il criterio di concedere permessi solo a persone di età superiore ai 55 anni. Una disposizione che di fatto aveva reso irrisorio il numero di abitanti di Gaza interessati a approfittare dell'opportunità concessa dal governo israeliano. .
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ASIA/COREA DEL SUD - L'Università cattolica in prima linea per la ricerca sulla bioetica

Agencia FIDES - 11 December, 2018 - 04:31
Seoul - L'Università cattolica di Seul è in prima linea per la ricerca sulla bioetica, grazie alla cospicua donazione offerta da un noto scienziato e studioso a coreano, il professor Young-chul Sung, che ha donato 10 miliardi di won coreani dando nuovo ossigeno al Collegio di Medicina dell'Università Cattolica della Corea, per contribuire alla ricerca nel campo della bioetica. Come riferito all'Agenzia Fides dall'Ufficio Comunicazioni dell'Arcidiocesi di Seoul, la donazione andrà al "Catholic Saving Life Research Fund", secondo l'accordo siglato con il Cardinale Andrew Yeom Soo-jung, Arcivescovo di Seoul e Presidente del consiglio di amministrazione della "Catholic Education Foundation". Si tratta della maggiore donazione mai offerta all'Università Cattolica della Corea.
Il professor Sung ha motivato la donazione apprezzando "il rispetto per vita esistente in ogni aspetto delle attività di ricerca" dell'ateneo cattolico.
Il "Catholic Saving Life Research Fund" contribuirà principalmente alla costruzione di un'infrastruttura di ricerca nell'Istituto per l'Industria Bomedica. Il Card. Yeom ha detto: "Il movimento per la vita non può andare avanti senza il supporto della scienza. Apprezziamo molto il lavoro di ricerca prof. Sung. L'Istituto dell'Università Cattolica porrà lo spirito cristiano di rispetto per la vita al centro di ogni attività di ricerca".
Il Prof. Sung è stato premiato nel 2008 con il "Mystery of Life Award", riconoscimento assegnato a quanti si distinguono per la protezione delle dignità della vita e nella ricerca per curare malattie tuttora incurabili.
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AFRICA/KENYA - Sacerdote keniano ucciso in una rapina a mano armata

Agencia FIDES - 11 December, 2018 - 03:41

Nairobi -Ucciso in una rapina un sacerdote keniano. La mattina del 10 dicembre, P. John Njoroge Muhia parroco della parrocchia di Kinoo a Kiambu, a 25 km da Nairobi si stava recando in una banca nella città di Kikuyu, per versare i soldi delle offerte dei fedeli, quando è stato avvicinato da quattro malviventi in motocicletta. I malviventi hanno bloccato la macchina del prete su una strada accidentata, lo hanno costretto a fermarsi e gli hanno chiesto di consegnare la borsa che aveva nell’auto.
Di fronte all’esitazione del sacerdote, uno dei rapinatori ha estratto una pistola, ha esploso dei colpi attraverso il lunotto anteriore, che hanno raggiunto p. Njoroge nel petto. I malviventi si sono quindi impossessati della borsa del sacerdote e di un telefono cellulare e sono fuggiti in motocicletta. Un testimone oculare in un cantiere vicino ha detto di aver sentito dei colpi di pistola e ha visto due motociclette sfrecciare ad alta velocità. Il sacerdote è stato dichiarato morto all'arrivo all'ospedale della contea.
"Siamo rattristati dall'uccisione di P. Njorog. L'uccisione di servitori del Signore è inaccettabile” ha dichiarato p. Francis Kiarie, che ha lavorato insieme al sacerdote ucciso.
P. John Njoroge Muhia, 56 anni, originario di Gatitu, venne ordinato sacerdote il 30 dicembre 1994 ed ha prestato servizio presso la St Peter the Rock Parish a Kinoo.
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ASIA/EMIRATI ARABI UNITI- Il Vicario Apostolico Hinder: “Il Papa negli Emirati, passo storico per il dialogo islamo-cristiano e per la pace”

Agencia FIDES - 11 December, 2018 - 03:31
Abu Dhabi - "La visita di Papa Francesco nella Penisola arabica è un momento-chiave per il dialogo tra musulmani e cristiani": lo dice all'Agenzia Fides il Vescovo Paul Hinder, Vicario Apostolico dell'Arabia meridionale, che include Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen. “Accogliamo il Papa con cuore aperto e preghiamo con le parole di San Francesco d'Assisi: Signore, fa di noi uno strumento della tua pace. Auspichiamo che la visita apostolica sia un passo importante nel cammino di dialogo tra musulmani e cristiani e contribuisca alla comprensione reciproca e alla pace in Medio Oriente”, rileva mons. Hinder.
Il 6 dicembre la Santa Sede ha annunciato che il Papa effettuerà una visita di tre giorni negli Emirati Arabi Uniti dal 3 al 5 febbraio 2019. La visita segue l'invito dello Sheikh Mohammed bin Zayed Al Nahyan, Principe ereditario di Abu Dhabi e vice comandante delle Forze armate degli Emirati, a partecipare all'incontro interreligioso su "Fraternità Umana". Nell'annunciare la visita di Papa Francesco, il principe ereditario Mohammed ha dichiarato in un tweet che "il Papa è simbolo di pace, tolleranza e promozione della fratellanza. Attendiamo con ansia la storica visita, attraverso la quale cercheremo il dialogo e la coesistenza pacifica tra i popoli".
La visita, riferisce il Vicario Apostolico, è anche una risposta all'invito rivolto a Papa Francesco da parte della piccola comunità cattolica che vive negli Emirati Arabi. Il Vescovo Hinder ha espresso gratitudine al governo degli Emirati Arabi Uniti, e ha riferito che è stata creata una speciale commissione, a stretto contatto con il governo, per gestire tutti gli aspetti del pellegrinaggio papale.
La celebrazione della Messa si terrà il 5 febbraio in una sede pubblica ad Abu Dhabi. "E' un gesto cortese che apprezziamo e riconosciamo", ha detto il Vicario, riferendosi al governo.
Quella di Papa Francesco è la prima visita in assoluto da parte di un Pontefice nella penisola arabica. Il tema che il Vicariato Apostolico dell'Arabia meridionale ha scelto per la visita è tratto dalla Preghiera attribuita a Francesco d'Assisi: “Signore, fa' di me uno strumento della tua pace”. La visita cade anche nell’anno in cui si celebra l'800° anniversario dell'incontro tra Francesco di Assisi e il Sultano Malik Al-Kamil, avvenuto in Egitto nel 1219.
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VATICANO - Chiese in Asia e migrazioni: un seminario di studi

Agencia FIDES - 11 December, 2018 - 02:55
Città del Vaticano - Esplorare i contesti e i volti della missione della Chiesa in Asia in relazione alla migrazione contemporanea: con questo obiettivo dal 10 al 15 dicembre un gruppo di studiosi, teologi e professionisti cristiani sono riuniti al CIAM per un seminari di studi. I membri del gruppo provengono da India, Libano, Vietnam, Filippine, Malesia, Corea del Sud e Giappone.
In particolare, il Seminario considererà il panorama della migrazione contemporanea così come i volti e le sfide dell'evangelizzazione nei quattro principali flussi di migrazione da e verso l'Asia . Gli studiosi intendono esplorare quattro aree-chiave implicate considerando l'opera di evangelizzazione, come essa si caratterizza in relazione al fenomeno della migrazione, ovvero: la conversione religiosa ad un altra fede; le relazioni interculturali e interreligiose; l'istruzione e la formazione dei laici e dei missionari che lavorano tra i migranti; e il fenomeno dei migranti come missionari ed evangelizzatori. Il Seminario, inserito nelle attività di preparazione in vista del Mese Missionario Straordinario dell'Ottobre 2019, intende di aiutare a discernere la missione evangelizzatrice dei battezzati in Asia i nell'epoca dei grandi flussi migratori. .
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ASIA/INDIA - Dimissioni del Vescovo di Cuddapah

Agencia FIDES - 10 December, 2018 - 05:36
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato oggi la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Cuddapah , presentata da S.E. Mons. Prasad Gallela.
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ASIA/GIORDANIA - Website pubblica immagine irriverente di Gesù. Le scuole del Patriarcato latino protestano

Agencia FIDES - 10 December, 2018 - 05:11
Amman - Le scuole della Giordania che fanno capo al Patriarcato latino di Gerusalemme hanno protestato in maniera veemente nei confronti del website Al Wakeel, che nei giorni scorsi aveva suscitato scandalo tra i cristiani del Regno Hascemita pubblicando un'immagine irriverente nei confronti di Gesù. L'immagine in questione ritraeva un noto chef turco a servizio di Gesù e degli Apostoli, nella scena dell'Ultima Cena. In un comunicato, diffuso a nome di tutti i lavoratori dipendenti, sia cristiani che musulmani, le scuole del Patriarcato Latino presenti in Giordania hanno rimarcato la gravità dell'atto dissacratorio, chiedendo al Ministero della Pubblica Istruzione di biasimare e perseguire anche a livello giudiziario l'offesa inferta ai cristiani. Nel delicato momento vissuto dalla società giordana – sottolineano i responsabili delle scuole del Patriarcato latino – un comportamento del genere rischia di accrescere sentimenti di intolleranza e rifiuto degli altri. A tale riguardo, i portavoce delle scuole del Patriarcato latino hanno chiesto anche di velocizzare il processo di aggiornamento dei curriculum scolastici, rimuovendo tutti i contenuti che possono essere utilizzati per fomentare sentimenti settari negli allievi delle scuole di ogni ordine e grado.
Il website al Wakeel ha ritirato l'immagine offensiva nei confronti di Gesù, e ha diffuso un messaggio di scuse in cui si nega ogni intenzione di offendere i “fratelli cristiani della nostra amata patria”. I responsabili del sito web hanno attribuito la pubblicazione dell'immagine dissacratoria all'errore fi un dipendente, annunciando misure disciplinari punitive nei suoi confronti. Un comitato di cristiani di Fuheis è intervenuto sulla vicenda, ipotizzando che la scelta infelice del sito web, nell'imminenza delle celebrazioni per il Santo Natale, mirasse anche a distrarre l'opinione pubblica giordana in un frangente sociale e politico delicato, che vede crescere nel Regno Hascemita le proteste e i sintomi di disagio popolare davanti al carovita e ai fenomeni di corruzione. .
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AMERICA/NICARAGUA - Festeggiamenti in tono minore per l’Immacolata, a Leon le chiese sono rimaste chiuse

Agencia FIDES - 10 December, 2018 - 05:11
Leon – La festa della "Gritería", nella solennità della Vergine Maria detta “la Purísima”, come viene chiamata in Nicaragua la festa dell'Immacolata Concezione di Maria, c'è una tradizione popolare che si tramanda dalla fine del secolo XVIII. La sera del 7 dicembre i fedeli escono a gruppi per visitare gli altari preparati in onore della Madonna in diversi punti della città, e alla fine tutti si ritrovano nella Cattedrale o nella chiesa principale del luogo. Durante il percorso si prega, si canta e qualcuno ripete una domanda ad alta voce: "Qual è la causa di tanta gioia?" e la gente risponde gridando: "La Concezione di Maria". Il gruppo quindi fa una sosta davanti all’altare preparato, si prega e si canta alla Vergine, a volte si mangia e si beve qualcosa, quindi si continua verso un altro altare.
Questa tradizione si continua a ripetere in tutte le città del Nicaragua e anche in altri paesi dove ci sono gruppi di nicaraguensi, come Stati Uniti e Costa Rica. Con il passare degli anni, ogni città ha contribuito ad arricchire questa celebrazione: a Managua si aspetta la mezzanotte per vedere i fuochi d'artificio che sono spettacolari; a Chinandega si esibiscono cantanti famosi e le chitarre sono protagoniste della musica locale; a Granada sono famosi gli altari di ogni quartiere, particolarmente belli e curati, in concorrenza fra i quartieri; a Leon gruppi di ballerini guidano i fedeli nella visita agli altari allestiti nei parchi di ogni zona, praticamente tutta la città scende in strada per celebrare la festa.
La festa di questo anno 2018 è stata tuttavia in tono minore: a Leon, dove l’immagine della Madonna di ogni altare veniva incorniciata con tantissimi fiori di tutti i colori, quest’anno l’addobbo è stato molto austero e semplice, con solo i colori blu e bianco della bandiera nicaraguenze, in segno di protesta per gli oltre 500 prigionieri politici detenuti dal governo.
L'Agenzia Fides ha ricevuto la testimonianza di un gruppo di nicaraguensi di Leon. Qui, a pochi metri dal luogo dove venne assassinato il 14 giugno, con un colpo di arma da fuoco al petto, un giovane ministrante, Sandor Dolmus, la sua famiglia ha aperto la casa per accogliere i fedeli. Ai piedi dell'altare dell'Immacolata c'era il ritratto di questo giovane di 15 anni, con uno sguardo fiero, la bandiera del Nicaragua e un'immagine del Santissimo pitturata sulla maglietta, simbolo della sua appartenenza al gruppo di quanti sono al servizio dell’altare. Sul marciapiede della piccola casa, situata nel quartiere di San Juan a León, c'erano i parenti di questa vittima della repressione, che pregavano e accoglievano i fedeli che arrivavano. "Doveva essere qui - ha detto una cugina -, se non fosse stato ammazzato il 14 giugno. Voleva indossare la sua tunica bianca, per assistere il Vescovo Bosco Vivas sull'altare maggiore della Cattedrale di Leon".
Alle 6 del pomeriggio Mons. Vivas ha aperto le celebrazioni, ma in confronto agli anni passati, quando non c'era spazio per camminare per la tanta gente, quest’anno 2018 la gente era veramente poca e si riusciva a vedere bene il gruppo dei militari che circondava la Cattedrale e la piazza davanti, per seguire da vicino i movimenti delle persone. Colpisce molto, secondo la nota pervenuta a Fides, il fatto che le chiese della città di Leon siano rimaste chiuse e siano mancati i segni della festa, nel giorno più sentito dal Nicaragua cattolico.

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AFRICA/CONGO RD - Elezioni presidenziali: l’opposizione si presenta divisa

Agencia FIDES - 10 December, 2018 - 04:28
Kinshasa - L’opposizione si presenta divisa alle elezioni presidenziali congolesi del 23 dicembre. Come rimarca una nota inviata all’Agenzia Fides dalla Rete Pace per il Congo, vi sono due coalizioni elettorali che sfideranno il candidato del partito del Presidente uscente, Joseph Kabila, “il campo di Bemba-Katumbi-Muzito, con la coalizione Lamuka, il cui candidato è Martin Fayulu, e il campo UDPS-UNC, con la coalizione Verso il cambiamento, il cui candidato è Felix Tshisekedi”.
Quest’ultimo ha firmato il 23 novembre, a Nairobi, in Kenya, un accordo con Vital Kamerhe , per presentarsi insieme alle prossime elezioni .
“Secondo vari osservatori, in elezioni presidenziali a un solo turno, in cui sarà eletto il candidato che otterrà la maggioranza relativa, questa divisione andrebbe a scapito dell’opposizione e favorirebbe il candidato unico del campo politico del presidente uscente Joseph Kabila, il Fronte Comune per il Congo , il cui candidato è Emmanuel Ramazani Shadary” afferma la nota.
“Mentre l’inizio della campagna elettorale è ufficialmente previsto per il 22 novembre, restano ancora molte incertezze” continua la nota. “In primo luogo, c’è un’assoluta mancanza di consenso circa l’utilizzazione della macchina per votare. Gran parte dell’opposizione e dei 21 candidati alle elezioni presidenziali vi si oppongono, considerando che essa non è né affidabile né legale. Lo stesso vale per il registro elettorale, che alcuni considerano "corrotto", soprattutto a causa dei 6 milioni di elettori registrati senza impronte digitali. Molti dubitano che, in queste condizioni, i risultati elettorali possano essere accettati da tutti. Un’altra fonte di incertezza: la formazione dei circa 500.000 agenti elettorali, protagonisti essenziali per il buon svolgimento delle elezioni, è iniziata ma è in ritardo”
In un messaggio, i Vescovi congolesi hanno espresso le loro preoccupazioni sul voto, ricordando la questione delle macchine elettorali e la mancata applicazione delle misure previste dall’Accordo del 31 dicembre 2016 per il rasserenamento del clima politico. “Le elezioni non sono un fine in se stesso. Saranno utili solo se siamo consapevoli di ciò che deve essere cambiato per l’avvento di un Congo più bello di prima. Ciò che oggi è in gioco è l’unità del nostro Paese, l’integrità del nostro territorio nazionale, la giustizia, la pace e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione” sottolineano i Vescovi.

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AFRICA/TOGO - La crisi politica continua ad incrementare la violenza in vista delle elezioni

Agencia FIDES - 10 December, 2018 - 04:09
Lomè – Dal lancio della campagna per le elezioni legislative previste il 20 dicembre prossimo, il paese affronta nuove ondate di violenza . Sabato 8 dicembre, in diverse località del Togo, si sono verificati ancora scontri violenti e mortali tra le forze di sicurezza e la coalizione di opposizione togolese, nota come C14, contraria alle elezioni. Tra le vittime degli scontri tra manifestanti e polizia in alcuni quartieri di Lomé, è rimasto ucciso a colpi d'arma da fuoco un bambino.
"In alcuni quartieri periferici, come quello di Agoè dove è morto il bambino, i giovani hanno elevato barricate, bruciato pneumatici. La polizia ha reagito usando gas lacrimogeni, con inseguimenti nella zona" ha dichiarato a Fides una fonte locale. "In altre città all'interno del paese, in particolare a Sokode e Bafilo, i giovani che stavano cercando di riunirsi sono stati dispersi con gas lacrimogeni. Si tratta di segnali inquietanti, continua la fonte, del tanto temuto ritorno al linguaggio della violenza come mezzo privilegiato di espressione, rivendicazione e risoluzione del conflitto inter-togolese".
Il paese sta attraversando una grave crisi politica da oltre un anno, scaturita dalla richiesta di dimissioni del presidente Faure Gnassingbé, al potere dal 2005.
"Le Chiese evangeliche, presbiteriane e metodiste del Togo, mercoledì 5 hanno chiesto il rinvio di alcuni mesi di queste elezioni, denunciando condizioni non favorevoli. A loro si sono uniti, venerdì 7 dicembre sera, anche i quadri musulmani del Togo.
Il dialogo politico tra opposizione e potere è fallito, l’appello fermo e profetico che i Vescovi togolesi hanno rivolto ai politici lo scorso 15 novembre, invitandoli ad assumersi le proprie responsabilità per disinnescare e calmare il clima teso, è lungi dall'essere ascoltato. Come molti paesi africani, il Togo rischia di sprofondare nella guerra civile a causa della politica", si rileva ancora nella nota pervenuta a Fides.
"Quando guardiamo più da vicino l'attuale situazione politica in Togo, abbiamo l'impressione che ci sia come un desiderio di volere la guerra. La rigidità delle posizioni politiche, la reale mancanza di volontà di attuare la tabella di marcia della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale , che sostiene fondamentalmente le riforme costituzionali e istituzionali, costituiscono una seria minacci per la pace in Togo. La critica situazione socio-politica ci invita ancora una volta a ripensare l'apparato politico usato in molti paesi africani. Oggi più che mai, in Africa, abbiamo bisogno di uomini e donne politici con una coscienza politica innamorata della pace. Uomini e donne politici che hanno capito che la pace non è imposta dalla forza delle armi, ma che è costruita in un quadro di dialogo favorevole a discussioni costruttive. È solo in un clima di pace che i politici in Africa possono lavorare per favorire un’azione umanitaria proiettata alla stabilità sociale".


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